Non c'è niente di più triste di essere programmati da qualcuno. Se già il naturale corso della vita - nascita, crescita, pubertà, masturbazione, sofferenze, innamoramenti, sconfitte, qualche vittoria, felicità, malattia, morte di amici, morte nostra - non fosse già ripetitivo, si aggiunge che oggi niente è lasciato al caso, alla fantasia.Tutto è già deciso, ma non a livello delle grandi cospirazioni internazionali, anche per noi gente mediocre. Pensiamo ad una cosa molto semplice: il semaforo. Il semaforo è uno dei grandi gerarchi che governano le nostre esistenze. Ed è lui a dire chi può e chi non può. è lui che decide se passi o se resti fermo, se hanno ragione a stirarti per strada o se invece avevi ragione tu e sei un martire. Con il semaforo è tutto aleatorio "c'era il giallo ma era in avanzato stato decompositivo, tendente all'arancione zafferano, quasi rosso si ma non era PROPRIO rosso".
Il semaforo, ti guarda e minaccia di rossarsi prima che tu abbia attraversato il crocevia o la strada.
Il semaforo, ti trattiene se hai un impegno.
Il semaforo, ti fa andare mentre stai cercando una cosa nel cruscotto e vorresti sostare ancora qualche prezioso momento.
Despota.
Scommetto che l'uomo che ha inventato il semaforo ha ascelle assai aulenti. Altra cosa che non sopporto.Le ascelle che puzzano sono di persone che non comprendono di irritare i circostanti, e per questo andrebbero punite con l'installazione di un semaforo in camera da letto. Pensiamo alle rotonde! che invenzione fantastica i rondò! Ah, le rotonde si che ci stanno bene, è tutto fluido, pacificamente caotico, non si capisce un granché ma piuttosto che sapere quello che sta per succedere e dover evitare il rosso è meglio andare alla scoperta.
La rotonda è anche così femminile.
Un cerchio, la perfezione, dal quale entrano ed escono i veicoli del movimento, in lei entrano, le danno il moto e da loro poi prendono la direzione, svoltano verso il mondo.
La rotonda è come una madre, da lei esci per andare alla prossima donna che pure ti indicherà la via.
La rotonda è la schematizzazione del caos, la maniera migliore per concedere il movimento a chi dovrebbe fermare, senza però fargli effettuare sostanziali spostamenti rispetto alla posizione ideale dalla luminosa indiscreta posizione del nostro nemico multicolore.
Sarebbe bello ribellarsi ai semafori.
Sarebbe così agile l'urbe se l'automobilista scendesse nel traffico e abbattesse un semaforo. Io lo farò, d'ora in poi. E sarà guerra aperta a tutti gli speculatori dell'energia, perché il semaforo non solo disturba, ma inquina sprecando energia che si può convogliare in progetti benefici, ad esempio per creare saponette destinate a tergere il suo inventore.
Ho nel mio autoblindo un'accetta da boscaiolo.
la prossima vittima potresti essere tu, se tu fossi un semaforo.
Dissentitamente vostra,
Moana C.

wow. io amo le rotonde.
RispondiEliminaUna volta avevo un appuntamento alle 17. Sapendo che tra me e il luogo dell'incontro mi separava un'innumerevole quantità di rossi, sono partita con largo anticipo: alle 16e30. Se non che, al mio passaggio, tutto verdeggiava come primavera (e mi sa che era pure marzo)e insomma, sono arrivata alle 16 e 40. Con largo anticipo. E lì è iniziata la mia attesa...
RispondiEliminaUn mio amico dice:" semaforo è fascista, la rotonda è socialista, lo stop è liberale, il 'dare la precedenza' è libertario". Io ho sempre preferito il dare la precedenza, non senza chiedermi: che senso ha? Il senso ce l'ha eccome se l'accompagniamo all' etica. Zagrebelski, parlando di democrazia al Festival della democrazia, dice che la democrazia non deve restare un contenitore vuoto, ma va riempito con l'etica della democrazia. Consiglio la lettura del suo intervento.
geile Scheiße!
RispondiEliminaquella del diventa verde mentre stai cercando il cd di mizutani è simpaticamente verosimile