All'età di sessantacinque anni, in data **/**/** è venuto a mancare G.C., lo rimpiange la figlia che non ha mai avuto e la moglie che lo ha piantato dopo sei mesi di matrimonio.
G.C. ha lavorato buona parte della vita in fabbrica, non si è lamentato mai di nulla, gli andava bene uno stipendio come tanti; G.C. non ha mai lottato per un diritto od un dovere: «sono stanco» diceva sempre, e voi che scioperate è 'ché siete dei pigri fannulloni. G.C. quando studiava ingegneria teneva in testa qualche ragione per sentirsi almeno a posto con se stesso: gli psicologi sono inutili, i letterati sono inutili, i filosofi non servono a un cazzo, gli scienziati politici sono comunisti. «Studio tutto il giorno, la sera lavoro in un call center, voto l'imprenditore che vedo alla TV perché sorride e ha fatto i soldi, gli altri sono pallidi e non hanno lavorato mai». G.C. del resto non ha mai perso tempo nel comprender una legge se non quella del 'produci e taci'.
G.C. nato il **/**/**, è cresciuto da formica ed odiando la cicala, genitori un po' severi lo piegavano sui libri – ha fatto lo scientifico vivendo con il mito del Ferrari, quando a quarant'anni ha perso il suo lavoro sua moglie lo ha piantato che era al terzo mese «da un fallito non voglio avere figli, me ne torno da mia madre». G.C. è sempre stato un buon cattolico: in chiesa alla vigilia di Natale come tutto il vicinato, «guarda, anche lui è venuto, ma che brav'uomo».
G.C. quella volta che in centro il cronista lo ha fermato ha versato in poche frasi il suo pensiero: via gli immigrati, via i comunisti, via i fascisti, via chi non lavora, viva l'Italia. G.C. è stato uno dei tanti che si riassumono così: vivere per lavorare andando sempre avanti come un treno e le domande sono un lusso che la gente giusta non si può permettere:
il lavoro è fatica,
il lavoro è dovere,
il lavoro è la vita.
Chi non la svanga così è perché ruba.
Questo avrebbe solo voluto insegnare alla figlia che non ha mai avuto.
G.C. ha una tomba come tante in un cimitero di provincia, una lapide di marmo lucido ed una targhetta d'ottone dove sorride la sua foto di ventenne in visita agli stabilimenti ENI. Quando sarà morto da un mese nessuno piangerà più la sua scomparsa, i fiori di tessuto plastificato in due estati saranno passati dall'arancione al giallo piscio. Di lui resteranno solo queste righe.
Ludicamente vostra, Moana Cracksi 3.