All'età di trentasette anni in data **/**/** è venuta a mancare a se stessa M.M. la rimpiange la sua giovinezza venduta in uno di quei paesi che hanno il nome che cambia molto spesso, la cinghia con cui si è impiccata; tutti quelli che la conobbero finché ha lavorato.
M.M. è stata in tutto una donna sincera, tale è stato il suo lavoro che senza melliflui preamboli fu quello della puttana. Donna precisa e di poche parole è riuscita agilmente ad evitare di mettere al mondo un bastardo, per felicità sua, non potremo mai sapere se pure di quel bastardo.
Molti la hanno amata e da lei hanno ottenuto quello che volevano, molti perciò da lei sono dipesi, altrettanti hanno cercato tra le sue natiche quel conforto che solo una donna può dare, così con lei hanno messo da parte quei due tre dolori che, sebbene da tutti saputi, all'apparenza dipendono sempre da eventi del tutto straordinari. La sua tumulazione non si saprà mai da chi sia stata pagata: ad ogni modo a metterla nella terra c'era un prete, calle fresche, dei gigli ed altri fiori cari alla Madonna, nessuno ha urlato «troia, puttana» perché oltre al prete non c'era nessuno. I parenti che l'hanno venduta non sono venuti, chi le baciò la nuca ben più di una volta non ha retto il feretro nell'autunno che piove: se dei matrimoni sotto la pioggia si dice che siano fortunati non certo lo stesso si ritiene dei funerali.
M.M. non si è fatta cremare perché milioni di baci di larva la potessero avvolgere fino alla totale scheletrizzazione, ora si trova da qualche parte in un campo comune, l'erba sopra di lei non è mai stata così grassa e rigogliosa, il legno morbido della sua bara attingendo dalla sua salma sorridente ha messo forti radici; la gente si rammenta di dove è stata sepolta perché proprio là ora cresce quel piccolo nespolo che nessuno si sente di tagliare.
Un ragazzo ubriaco la notte di Halloween ha preso il coltellaccio ed ha inciso a gran forza sul fusto di quella pianta resistente: «qui giace la donna che volle essere amata e che per questo amò tutti nell'unico modo che le avevano impartito» e questa ultima cosa - forse - sarebbe stata l'unica cosa da dire.
M.M. è stata in tutto una donna sincera, tale è stato il suo lavoro che senza melliflui preamboli fu quello della puttana. Donna precisa e di poche parole è riuscita agilmente ad evitare di mettere al mondo un bastardo, per felicità sua, non potremo mai sapere se pure di quel bastardo.
Molti la hanno amata e da lei hanno ottenuto quello che volevano, molti perciò da lei sono dipesi, altrettanti hanno cercato tra le sue natiche quel conforto che solo una donna può dare, così con lei hanno messo da parte quei due tre dolori che, sebbene da tutti saputi, all'apparenza dipendono sempre da eventi del tutto straordinari. La sua tumulazione non si saprà mai da chi sia stata pagata: ad ogni modo a metterla nella terra c'era un prete, calle fresche, dei gigli ed altri fiori cari alla Madonna, nessuno ha urlato «troia, puttana» perché oltre al prete non c'era nessuno. I parenti che l'hanno venduta non sono venuti, chi le baciò la nuca ben più di una volta non ha retto il feretro nell'autunno che piove: se dei matrimoni sotto la pioggia si dice che siano fortunati non certo lo stesso si ritiene dei funerali.
M.M. non si è fatta cremare perché milioni di baci di larva la potessero avvolgere fino alla totale scheletrizzazione, ora si trova da qualche parte in un campo comune, l'erba sopra di lei non è mai stata così grassa e rigogliosa, il legno morbido della sua bara attingendo dalla sua salma sorridente ha messo forti radici; la gente si rammenta di dove è stata sepolta perché proprio là ora cresce quel piccolo nespolo che nessuno si sente di tagliare.
Un ragazzo ubriaco la notte di Halloween ha preso il coltellaccio ed ha inciso a gran forza sul fusto di quella pianta resistente: «qui giace la donna che volle essere amata e che per questo amò tutti nell'unico modo che le avevano impartito» e questa ultima cosa - forse - sarebbe stata l'unica cosa da dire.
Ludicamente vostra Moana Cracksi 3.



